Caldo o freddo?
a cura del Dr Giorgio Betge, chiropratico
Tradizionalmente siamo abituati, quando fa male una parte del corpo, ad applicare il caldo in forma di bagni, fanghi o impacchi. In certi casi questo è giusto, ma molto meno di quanto si pensi.
Quando c'è un'indigestione, una colica intestinale o della cistifellea, viene applicato il caldo con la buillotte calda sulla pancia. Anche per attivare il fegato, in caso d'auto-intossicazione intestinale (stitichezza) e conseguente mal di testa, si mette l'impacco caldo sul lato destro dell'addome. Nel caso di mani o piedi freddi, è indicato un bel bagno caldo, eventualmente alternato a dell'acqua fredda. Il passaggio da uno stato all'altro dev'essere di 20 secondi di caldo seguito da 10 secondi di freddo. Per la bronchite e tracheite, oltre all'inalazione con vapori caldi, si mette uno straccio imbevuto di burro caldo fuso, sul petto e collo. - Il fango caldo che viene applicato parzialmente o su tutto il corpo ha indicazioni molto specifiche, come per esempio le contrazioni muscolari (fibromialgia), con leggeri disfunzioni circolatorie. È controindicato invece per condizioni d'origine infiammatorie come la poliartrite, periartrite, miosite e le forme reumatiche.
I raggi infrarossi riscaldano la superficie del corpo e dilatando le arteriole superficiali attirano il sangue alla superficie della parte irradiata. La maggiore circolazione provoca effusione nei tessuti e congestione. In caso d' infiammazione locale questa terapia è controindicata, perchè esiste già una vasodilatazione neurogena di riflesso che non ha bisogno d'essere accentuata.
La diatermia invece, agisce nei tessuti profondi. Riscalda specialmente lo strato di grasso e le ossa e non i tessuti muscolari che si intende a trattare. Per evitare il surriscaldamento, la diatermia viene pulsata per permettere al corpo di raffreddarsi nella fase di pausa. L'idea principale di riscaldare i muscoli così viene meno e l'applicazione della diatermia perde valore. La pezza eletttrica serve a riscaldare il letto prima che ci si infili, ma dopo dev'essere spenta per permettere al corpo di termo-autoregolarsi.
La sauna Finlandese, tramite la sudorazione, dà benefici purificatori all'organismo. Il cambio tra la sauna calda e il tuffo nella vasca d'acqua fredda riequilibra il sistema nervoso autonomo. Il caldo stimola il simpatico e calma il parasimpatico mentre il freddo agisce al contrario. Il caldo umido del bagno turco non è ideale, perchè viene tolta al corpo la possibilità d'autoregolazione. Nella sauna con aria calda e secca il corpo può, tramite l'evaporazione del sudore, mantenere l'omeostasi della temperatura interna. Nel bagno turco con un tasso d'umidità di quasi 100%, non gli è più possibile regolarsi. La temperatura corporea interna aumenta e si forma una congestione di caldo.
La piscina termale fino ad una temperatura di 34° è una cura consigliabile. A questa temperatura dell'acqua le contrazioni muscolari si sciolgono più facilmente con una ginnastica leggera. I movimenti eseguiti nell'acqua sono senza pericoli, perché non dovendo sostenere il peso corporeo nell'acqua, la schiena e le anche possono venir esercitate molto meglio che sulla terra. Questo vale anche per spalle e braccia. In tante stazioni termali ci sono i getti d'acqua, che massaggiano il corpo, ad un ritmo prestabilito, dai piedi al collo. Il nuoto nell'acqua temperata è una cura completa per ogni età. Non si deve però dimenticare la fase di rilassamento tra un bagno termale e l'altro. La durata di tale fase non deve però superare la mezz'ora.
Un secolo fa il prete tedesco Sebastiano Kneipp ci ha insegnato le applicazioni con l'acqua fredda in forma di cammino a piedi nudi sull'erba fredda ed umida, la mattina, per rinvigorire l'anima ed il corpo. Come terapia ha inventato le doccie fredde a cominciare dalle gambe e poi in su, su tutto il corpo per curare tutte le forme di cattiva circolazione e per sollecitare l'autodifesa immunitaria. Un vecchio metodo, quando abbiamo la febbre, è l'applicazione di panni bagnati freddi intorno ai polpacci per "tirare giù la febbre". Questo rimedio è sempre valido e non ha perso d'attualità. In questo contesto devo menzionare anche l'uso del clistere per pulire l'intestino dalle tossine. Potrà risparmiare tante volte l'uso di farmaci e antibiotici.
All'inizio degli anni ottanta il giapponese Dr. Yamaouchi ha riscoperto il valore delle applicazioni terapeutiche del freddo che ha esperimentato fino "in estremis" con la costruzione della prima criocamera ad aria surgelata (crio = freddo). I pazienti con l'artrite reumatoide, che prima facevano i bagni e fanghi nelle terme di Beppu nel Giappone del sud, sono stati esposti, nella criocamera, ad una temperatura di 150°C sotto lo zero per 2-3 minuti. I risultati sono stati sconcertanti: quelli che non muovevano più gli arti hanno cominciato a muoverle di nuovo. I dolori e gonfiori sono diminuiti e dopo 3 mesi di cura i pazienti, prima in sedia a rotelle, camminavano e divennero autosufficienti. Siccome il progetto della criocamera nella Medigest a Fino Mornasco non è stato ancora realizzato, dobbiamo accontentarci con la "crio-mano", ossia il getto d'aria surgelata diretto sulle articolazioni doloranti. In un primo momento durante l'applicazione si ha l'impressione che l'aria surgelata (-35°C) non sia così fredda, ma dopo mezzo minuto si sente bene la temperatura bassa per passare ad una fase di bruciore che ci indica di terminare l'applicazione. Rimane una sensazione di anestesia locale sulla pelle. Le giunture della parte trattata hanno guadagnato mobilità, grazie ad una maggiore elasticità e il paziente sente un sollievo dai dolori. Contusioni e gonfiori muscolari rispondono altrettanto come le infiammazioni dei tendini (periartrite, epicondilite) e articolazioni (artrite e artrosi). A casa, gli impacchi di ghiaccio o d'Argilla, o il sacchetto di gel raffreddato richiamano l'effetto crioterapico. Analizziamo l'effetto "surgelato" sui tessuti si osserva un'iniziale vasocostrizione (la pelle diventa bianca) per poi, dopo l'applicazione, cambiare in vasodilatazione (la pelle diventa rossa), cioè maggior circolazione, controllata dai riflessi del sistema nervoso e conseguente riparazione (guarigione) delle parti malate.
Le indicazioni dell'applicazioni del freddo sono molto più frequenti di quelle calde. Mentre il freddo ha molto poche controindicazioni (ischemia cardiaca, morbo di Rainaud) il surriscaldamento potrà causare congestione e re-infiammazione delle parti malate.