Chiropratica
 
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Formiche nella mano

a cura del Dr. Giorgio Betge, chiropratico

Qualche volta sarà capitato a tutti di avvertire un formicolio alla mano o ad un braccio. Succede specialmente la notte, quando ci si sveglia con questi sintomi, perchè coricati in una posizione particolare con il collo attorciliato. Basta cambiare posizione per qualche minuto, fare qualche movimento ginnico e l’arto si sveglia da solo e la sensibilità e la forza ritornano spontaneamente. Che cosa è successo? Rimanendo in una posizione di reclinazione o di rotazione del collo, certi nervi che passano dalla colonna cervicale al braccio vengono schiacciati ed irritati al punto della loro fuoriuscita al livello dei fori di coniugazione, che si trovano tra le vertebre. Secondo la località dello schiacciamento, vengono irritati i nervi cervicali inferiori, che hanno la loro distribuzione rispettivamente al pollice e indice (C6), al dito medio e mezzo dell’anulare (C7), e all’altra metà dell’anulare e al mignolo (C8). Un episodio saltuario di formicolii, come già menzionato sopra, non ha importanza, perché viene causato da una malposizione della testa, e si risolve da solo. Gli stessi sintomi possono invece provocare tanti fastidi, quando si presentano in modo continuo. Succede più spesso dopo una lesione traumatica, quando viene toccato uno o più di questi radici dei nervi cervicali. Diversi sintomi sono possibili: dal formicolio (disestesia) all’insensibilità (anestesia) alla debolezza (paresi) del braccio e della mano. Sono associati a dolori al collo, alla spalla e lungo un braccio, fino alla mano e alle dita. Le diagnosi più frequenti sono il torcicollo acuto o cronico, la sindrome cervicale o cervicobrachiale, il colpo di frusta con o senza lesione discale (ernia discale cervicale), alterazioni degenerative artrosiche (artrosi cervicale). Altre patologie devono essere escluse per la diagnosi differenziata, come la periartrite omeroscapolare, l’epicondilite, la sindrome del tunnel carpico (pressione legamentosa sul nervo mediano al polso), artrosi o artrite alla mano, morbo di Raynaud (disturbo circolatorio) ecc.

Dopo una diagnostica accurata clinica e radiologica, procediamo, se sussiste l’indicazioni per una cura chiropratica, al trattamento dei dolori e formicolii cervicobrachiali. Il trattamento consiste primariamente in manipolazioni chiropratiche vertebrali e trattamenti neuromuscolari. Per la manipolazione vengono prima individuati i segmenti da trattare, indicati dalla diagnostica palpatoria. L’aggiustamento viene eseguito poi con precisione, nella direzione fisiologica delle articolazioni apofisarie (giunture vertebrali) nell’attimo di massimo rilassamento muscolare. Si percepisce il "clic” liberatore, il "canto delle ossa”. Subito dopo, il paziente si accorge della liberazione, del maggior movimento del collo, dell’elasticità acquisita e della diminuizione, se non addiritura della scomparsa, dei dolori. Il trattamento dev’essere ripetuto, durante diverse sedute, con qualche giorno d’intervallo. Il trattamento di agopressione viene diretto, nel caso di disturbi cervicali, verso i muscoli trapezii, dove sono sovente attivi i punti neuromuscolari. Questi contraggono e bloccano sovente il funzionamento armonioso del collo. Affinchè non si ristabilisce completamente il normale funzionamento del tratto vertebrale e muscolare cervicale, la cura viene continuata a passo individuale, fino alla guarigione.

I trattamenti ausiliari, che accellerano la guarigione, sono le fisioterapie. Quelle più efficaci sono le elettroterapie analgesiche e miorilassanti, le trazioni dinamiche cervicali e la crioterapia ad aria surgelata (-30°C). Come aiuto supplementare si raccomandano gli impacchi di argilla (o ghiaccio), da applicare regolarmente a casa. Quando saranno raggiunte sia la libertà dei movimenti sia il sollievo dai dolori, si continua con la riabilitazione ginnica per rinforzare la muscolatura cervicale.

Una volta guariti, è consigliabile effettuare dei controlli chiropratici a distanza di qualche mese o anno, per prevenire eventuali spiacevoli ricadute, con la ripetizione inutile di sofferenze.



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