Chiropratica
 
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La testa nella pentola

a cura del Dr. Giorgio Betge, chiropratico

Saranno delusi i buongustai, attirati da questo titolo, che si aspettano una nuova ricetta. Parleremo di qualcosa del tutto diverso: dell'anca, della testa femorale che si congiunge nella pentola del bacino, cioè nell'acetabolo coxofemorale.

Il compito dell'anca è di sostenere la persona sulle gambe. Le anche permettono inoltre di camminare tramite il loro movimento. Tra le parti ossee delle anche, le teste femorali e gli acetaboli, si trovano le membrane sinoviali con il liquido sinoviale come lubrificante. Il liquido contiene enzimi proteolitici che puliscono il liquido stesso da abrasioni di cellule e le superfici delle anche da piccoli danni che si formano durante l'uso.

Quando si cammina troppo o si prende un colpo saltando o cadendo, un'anca può venir traumatizzata e di conseguenza infiammarsi. L'infiammazione, come si trae dalla parola "fiamma", causa calore e dolore. Gli enzimi proteolitici aumentano la loro attività, passo dopo passo con l'aumento della temperatura, sciogliendo le cellule consumate nella giuntura. Se l'infiammazione nell'anca dura per tempo prolungato diventa cronica, cioè accade se non si interviene accuratamente subito. Gli enzimi proteolitici non puliscono solo i debris rimasti nella giuntura ma aggrediscono anche i tessuti sani fino alla loro disintegrazione completa. La degenerazione della cartilagine procede fino al punto dove la superficie della testa femorale si frega nell'acetabolo, osso su osso. Evidentemente manca, in questo caso, ogni lubrificazione e protezione ed il corpo reagisce con la formazione d'artrosi (osteofiti) fino al blocco completo della giuntura. Così abbiamo una coxartrosi.

Tante volte il paziente non si accorge dell'infiammazione cronica all'anca, perchè sovente solo sintomi remoti derivano dall'articolazione. Di frequente il paziente accusa dolori alla parte anteriore della coscia e al ginocchio e non all'anca dove il processo patologico è in corso. Si parla di un dolore riferito o fantomatico - lo stesso fenomeno che incontriamo nel caso dell'amputazione di un arto - dove il paziente si lamenta di dolori al piede (che non esiste più). Ho visto casi, che hanno ricevuto terapie, durante dei mesi, applicate per errore al ginocchio invece che all'anca (evidentemente senza miglioramenti). Nel dubbio, un test semplice ci indica la causa del dolore: si chiama FABERE (Flessione,ABduzione, Esterna RotazionE). Il test è più semplice da eseguire che da descrivere. Ci si sdraia e si mette il tallone di una gamba sul ginocchio dell'altra. In questa posizione si dovrebbe poter abbassare il ginocchio allo stesso livello dell'altro, così che tutte due tocchino il letto. Nel caso di un' infiammazione o di una precoxartrosi (primo stadio di una coxartrosi), la manovra FABERE è dolorosa da eseguire e quando la coxartrosi si è già consolidata, la manovra non potrà più essere eseguita o soltanto parzialmente, per la restrizione del movimento.

Quando l'anca comincia ad essere limitata nei movimenti, i sintomi remoti non si manifestano solo alla coscia e al ginocchio, ma anche al bacino e alla schiena. Accade, che un paziente soffre di mal di schiena o accusa dolori a lato del bacino (sincondrosi sacroiliaca), dove l'origine dei dolori risiede nel malfunzionamento dell'anca. Impossibilitato ad eseguire certi movimenti con l'anca, sovraccarica le altre articolazioni del bacino e/o quelle della colonna lombare. Anche in questi casi, trattamenti diretti verso il bacino o la schiena, non portano risultati se, nello stesso tempo, non si agisce anche sull'anca.

Abbiamo visto che una restrizione dei movimenti dell'anca non si limita all'articolazione stessa con dolori locali, ma disturba anche il normale meccanismo dei movimenti del bacino e della colonna vertebrale. Nell'esame statico in piedi si osservano in questi casi uno svergolamento del bacino, un'eventuale differenza congenita o acquisita (fratture) della lunghezza delle gambe, deformazioni delle ginocchia o malposizioni dei piedi. Mentre normalmente c'è armonia dei movimenti nel camminare, nel caso di una coxartrosi osserviamo una specie di zoppìa, che influenza negativamente gli altri movimenti nella catena delle articolazioni sovrastanti: l'articolazione sacroiliaca omolaterale viene sforzata (con conseguente ipermobilità) e con essa le articolazioni vertebrali della colonna lombare (con reazioni infiammatorie ed artrosi). L'esame nella deambolazione, cioè l'osservazione del meccanismo del cammino, ci procura tante informazioni utili per la formulazione della diagnosi funzionale dell'anca. La radiografia del bacino è però sempre l'esame più importante come documento permanente. Ci informa sullo stato anatomico-strutturale e degenerativo delle anche.

La terapia dell'anca è problematica per la sua posizione dentro, in profondità nel nostro corpo. Trattare le anche con una terapia convenzionale, (come col freddo, ultrasuoni o terapie elettriche muscolo-stimolanti che vengono usate con successo per altre parti del corpo) non è possibile. Dall'inguine non si può raggiungerla, perchè in questa zona passano l'arteria, la vena e il nervo femorale. Dal lato o dal di dietro sono interposti tanti muscoli (i glutei) che assorbono tutti gli effetti terapeutici. Per superare queste difficoltà, viene usata solo da recente, la magnetoterapia. Si tratta di onde elettromagnetiche pulsate, che penetrano bene tutti i tessuti per arrivare fino all'articolazione dell'anca. Possono guarire le infiammazioni con le loro proprietà antiflogisiche (atermiche). Dopo qualche applicazione, i dolori cessano ed il paziente potrà cominciare la riabilitazione passiva ed attiva dei movimenti dell'anca, che prima erano impossibili ad eseguire a causa dei dolori e per gli spasmi muscolo-legamentosi di riflesso. Il numero dei trattamenti varia dallo stadio del caso: da poche sedute fino a cure da 2-3 mesi. L'importante è che si tratta di una cura naturale e senza l'uso di farmaci, come tutte le cure chiropratiche, e con esito duraturo. Accettiamo però il fatto che, in certi casi progrediti o affetti da necrosi avascolare (prodotte tra l'altro dall'uso prolungato di cortisonici), l'intervento chirurgico è indispensabile e porta alla sistemazione dei sintomi e della funzionalità.

La prevenzione consiste nella ginnastica regolare delle anche nel senso di uno stretching tipo Yoga, nel nuoto a rana, nel controllo diagnostico e nella cura in caso di dolori all'anca, al ginocchio, al bacino e alla schiena. Una differenza statica del bacino potrà provocare l'usura di un' articolazione coxofemorale. L'obesità in certi casi provoca il sovraccarico e l'infiammazione di un'anca. Qui si deve usare la propria testa nella pentola da cucina, nel vero senso della parola!



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