Chiropratica
 
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LOMBAGGINE - SCIATICA

da Dr. Giorgio Betge, chiropratico

Le statistiche della morbilità del mal di schiena (lombalgia o lombaggine) nei paesi industrializzati ci dimostrano che nella nostra vita soffriamo tutti almeno una volta di dolori alla schiena. Le ragioni sono multiple: la nostra colonna vertebrale non è ancora completamente evoluta e adattata al portamento eretto; originariamente i dischi intervertebrali erano ideati per fare solo da collegamento elastico tra le vertebre in una colonna sospesa orizzontalmente tra le quattro zampe; nell' "homo erectus" hanno ricevuto il compito addizionale di portare il peso corporeo e di ammortizzare i colpi verticali ai quali la persona è esposta con ogni passo. La sedentarietà al lavoro e in automobile, I'alimentazione sovente squilibrata, il sovrappeso e lo stress contribuiscono alla disffinzione muscolare ed alle degenerazioni premature dello scheletro. Ne risultano i sintomi classici: il mal di schiena e la sciatica o, in termini di sinonimi, la lombaggine, la lombalgia, il colpo della strega. Dolori di schiena possono originare dalla muscolatura, di riflesso dalle strutture osteoarticolari o legamentose della colonna vertebrale o di organi intemi. Blocchi funzionali di un'articolazione, infiammazioni, degenerazioni artrosiche o discali vengono segnalati tramite impulsi nervosi al cervello. Sovente la radice di un nervo viene schiacciata da un prolasso discale (ernia) o un nervo periferico compromesso da muscoli; vengono generati segnali di dolore, disestesie (alterata sensibilità) o paresi. Nella sciatica (sciatalgia), il dolore corre lungo l'arto inferiore, generalmente in ben determinate zone, nei derrnatomeri. I dolori si sentono dalla natica lungo la coscia fino al ginocchio, dal polpaccio fino al calcagno e tante volte anche lungo il margine estemo o intemo del piede. Qualche volta il dolore viene accompagnato da sensazioni di bruciore, formicolii, iper- o insensibilità. Le diverse "algie" vengono prodotte da irritazioni nervose. La Sa radice lombare e la prima sacrale (nervo sciatico) sono i più frequentemente colpiti. La sciatica classicamente implica dolori del nervo sciatico. Anche il V nervo lombare percorre lungo la coscia e la gamba, più lateralmente del nervo sciatico (S1), per finire all'aspetto interno del piede. Una sua sintomatologia si classifica anche (a torto) come sciatica. Chi vuole essere più preciso chiama questo tipo di sciatica una sciatica L5.

La colonna lombare

Esistono anche condizioni dove una malattia sistemica (diabete, poliartrite o avitaminosi B) è responsabile dei dolori lombari o lombo-sciatici a causa di una nevrite vera e propria e senza irritazione meccanica. Nel gruppo delle lombalgie appartiene l'ileosacralgia, il dolore che ha origine nelI'articolazione tra l'ileo (bacino) e l'osso sacro.

ANATOMIA - FISIOLOGIA

La colonna lombare è composta da 5 vertebre localizzate tra bacino e gabbia toracica. Le vertebre lombari sono tutte composte di un corpo vertebrale, 1 processo spinoso, 2 processi trasversi e 4 apofisi articolari. Tra i corpi vertebrali, uno sovrapposto all'altro, si trovano i dischi intervertebrali. Questi ammortizzatori sono composti da due parti funzionalmente opposte: il nucleo polposo che con ogni compressione sviluppa una forza centrifuga, e dall'anello fibroso che lo circonda e che lo contiene. Nell'immediata vicinanza dei dischi intervertebrali fuoriescono le radici del plesso lombare attraverso i fori intervertebrali. La colonna lombare, vista dal lato, forma una curvatura lordotica con convessità in avanti che è fisiologica e naturale. Spostamento vertebraleLe vertebre lombari hanno una grande mobilità e permettono il piegarnento in avanti, indietro, la lateroflessione e un pò di rotazione. Sono sostenuti da legamenti forti e circondati da un importante pacchetto muscolare. Le vertebre più vulnerabili sono la 4a e 5a vertebra lombare ed i rispettivi dischi intervertebrali, perchè fanno da congiunzione tra la colonna mobile e l'osso sacro immobile. La congiunzione lombosacrale è il posto di maggior stress e di soventi malformazioni come la lombari77n7ione (il primo segmento sacrale assume caratteristiche di una vertebra lombare), la emisacralizzazione o la sacralizzazione (quando la 5a vertebra lombare si trasforma e si fonde con l'osso sacro), la spondilolisi ( quando tra l'arco ed il corpo vertebrale si manifesta una separazione) la spondilolistesi (quando il corpo vertebrale di una vertebra spondilolitica scivola in avanti sulla vertebra sottostante), sono tutte condizioni che possono provocare disturbi dolorosi compromettendo così non solo la corretta postura eretta ma che possono anche dare origine a deficit neurologici (paresi).

La colonna lombare dà sovente origine a dolori di schiena ed è responsabile di manifestazioni algiche, sensitive e motorie nelle gambe. Il sistema nervoso, e precisamente la cauda equina del midollo spinale, passa nel canale spinale della colonna lombare, il canale longitudinale formato dalla sovrapposizione delle vertebre lombari. Dai fori intervertebrali fuoriescono i nervi spinali che si diramano verso i muscoli ed organi addominali e gli arti inferiori. Una compressione del midollo spinale nel canale vertebrale o di una radice nervosa nel foro intervertebrale provocata da una fuoriuscita discale o da una lesione tumorale produce dolori, disestesia ( diverso percepimento della sensibilità cutanea) o paresi (debolezza, paralisi) della muscolatura. Classicamente il paziente affetto da un tale disturbo non è più capace di camminare sulle punte dei piedi o sui talloni.
I1 funzionamento della colonna lombare viene sovente compromesso da disfunzioni delle anche (coxartrosi) o bloccaggi delle atricolazioni sacro-iliache che permettono la mobilità del bacino.


Scoliosi staticogenicaPATOLOGIA

Scoliosi

La più frequente curvatura anomala è la scoliosi, la deviazione laterale della colonna vertebrale. Si parla di una scoliosi funzionale, quando la scoliosi è dovuta ad un supporto del bacino non orizzontale (da differenza della lunghezza delle gambe congenita o post-traumatica) o da spasmi muscolari para-vertebrali che tirano la colonna in una direzione asimmetrica, cioè producendo una deviazione laterale. La scoliosi strutturata invece ha l'origine in una malformazione di una o più vertebre lombari. Una emi-vertebra per esempio, che consiste nella malformazione cuneiforme del corpo vertebrale, costringe la colonna ad assurnere un atteggiamento curvato, cioè scoliotico. La differenziazione del tipo di scoliosi è importante, perchè la scoliosi funzionale è ben accessibile ad un trattamento conservativo ed alla correzione, mentre per la scoliosi strutturata non c'è cura correttiva incruente.

lperlordosi - Cifosi

Sul piano antero-posteriore la colonna lombare assume una curva fisiologica, la lordosi. Quando questa curvatura si accentua, si parla di una iper-lordosi. La troviamo in bambini con muscolatura addominale non ancora ben sviluppata e in persone adulte con sovrappeso. L'appiattimento della lordosi nella direzione opposta (posteriore) si chiama cifosi. Succede in casi di spasmi muscolari paravertebrali posteriori e spasmi dei muscoli psoas che collegano la colonna anteriore con le gambe. Combinazioni di cifosi e scoliosi nel tratto lombare sono possibili deviazioni abbinate con rotazioni vertebrali. Li chiamiamo cifo-scoliosi.

Malformazioni

Le malfommazioni nel tratto lombosacrale sono tante: la deformazione o non-unione delle parti interarticolari nel caso della spondilolisi; lo scivolamento di una vertebra sopra l'altra nel caso della spondilolistesi, la lombarizzazione di un segmento sacrale o la sacralizzazione di un segmento lombare o la deformazione unilaterale nella emisacralizzazione sono delle possibilità abbastanza frequentemente riscontrate.

Artrosi apofisiale

Degenerazioni spondilosiche, discali, legamentose

Le manifestazioni degenerative vertebrali premature sono dovute sia a conseguenze traumatiche o usura continua come awiene per esempio in un atteggiamento scoliotico. Le alterazioni più comuni sono gli osteofiti marginali (visibili sulle radiografie come i becchi di papagallo) intomo ai corpi vertebrali, che possono assumere dimensioni tali da bloccare completamente due segmenti contigui vertebrali. Soggetti a degenerazione sono pure i dischi intervertebrali, anch'essi sensibili a traumi e usura . Subiscono deidratazione, perdita di volume e della loro funzione principale, dell'elasticità. Sulle radiografie si osserva la diminuizione dello spazio intersomatico fino al punto che i due corpi vertebrali si toccano: risulta il blocco totale e l'immobilità dei segmenti vertebrali. I legamenti intomo alla colonna lombare sono anch'essi soggetti ad infiammazioni soprattutto in fomme reumatiche. In certe patologie come nel morbo di Bechterew, i legamenti diventano fasce rigide (sidesmofiti), impedendo il libero movimento alla colonna vertebrale.


Frattura vertebrale osteoporotica

Artrosi - Artrite

L'artrosi, consiste nella modificazione degenerativa a carico delle articolazioni, che nella colonna vertebrale troviamo a livello delle articolazioni interapofisarie. Sono le giunture che collegano le vertebre nella loro parte posteriore, che guidano il movimento delle vertebre ed impediscono escursioni in direzioni che comprometterebbero l'integrità della del midollo spinale. Queste articolazioni possono degenerare, dopo trauma, eventi reumatici o infiammazioni. Le giunture tendono a proliferare e defommarsi come nell' "artrosis defommans" e ad ingrandirsi e saldarsi tra di loro per diventare rigide e bloccate. In quest'ultima situazione le articolazioni delle vertebre sovrae sottostanti vengono sollecitati maggiormente dai movimenti della colonna e diventano ipemmobili. L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che affligge le articolazioni periferiche soprattutto in donne giovani. La crioterapia si presta eccellente come mezzo antiinfiammatorio.

Le malattie metaboliche

L'osteoporosi è il disturbo metabolico più diffuso dello scheletro. Affligge maggiormente le donne dopo l'età della menopausa. Si tratta di una diminuizione della sostanza ossea nello scheletro che può arrivare a tal punto da dar luogo a fratture spontanee, soprattutto dei corpi vertebrali. Causano la deformazione della colonna vertebrale (gobba). L'esame della densità ossea, la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) conferma l'imminenza o la presenza dell'osteoporosi, mentre sulla radiografia convenzionale ossea si diagnostica questo difetto solo quando la carenza ha raggiunto oltre il 30%. La cura è dietetica e medicamentosa. La gotta, una malattia metabolica, affligge primariamente le articolazioni periferiche come l'alluce del piede. Cura: medicamenti e dieta.




Ernia del disco

L 'ESAME

L'anamnesi e l'esame fisico generale con mezzi semplici, per escludere patologie extravertebrali che non sono di competenza chiropratica, dev'essere sempre all'inizio di ogni indagine clinica. L'esame specialistico consiste nell'accertamento della statica della persona, in particolare della colonna vertebrale, del bacino, delle ginocchia e dei piedi. Segue l'indagine della mobilita e della funzione delle vertebre e giunture. Si chiama l'esame neuro-ortopedico. L'esame chiropratico si serve in più della palpazione, l'indagine che con la capacità tattile delle dita dell'operatore rileva la posizione delle vertebre, la loro mobilità, la loro sensibilità dolorosa nella direzione della malfunzione. Vengono rilevati gli spasmi e la consistenza muscolare, l'elasticità dei legamenti, la temperatura della superficie, la propriocezione, la reazione del paziente al tocco. I1 contatto diretto con il paziente durante l'esame fa già parte della cura nel senso del reciproco riconoscimento su livello psicologico e della presa di fiducia. Altre indagini sono le radiografie che per il tratto lombare devono essere effettuate in ortostatismo.

In casi particolari, quando c'è il sospetto di una ernia discale o di una lesione midollare, si richiede la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC). Gli esami di laboratorio del sangue e delle urine e ci aiutano a confermare o eliminare sospetti di malattie infettive, reumatiche o disturbi del metabolismo. Malattie non trattabili con mezzi chiropratici sono i disturbi dei polmoni, del cuore, dello stomaco, della cistifellea, dei reni, dell'intestino, dell'utero, delle ovaie, della prostata, della vescica, del sistema nervoso o vascolare etc. Vengono in questi casi interpellati specialisti medici. Ci vuole in ogni caso la formulazione di una esatta diagnosi prima di un qualsiasi intervento terapeutico.

Manipolazini chiropratica

LA CURA

La cura per trattare le condizioni derivanti da disfimzioni muscolo-scheletriche lombari consiste nell'appliacazione dello strumento più promettente in questi casi: la manipolazione chiropratica. Con le mani dell'operatore vengono individuati i punti delle disfimzioni articolari. Con una mossa veloce e precisa, di direzione e profondità ben determinata, la giuntura da trattare viene aggiustata e liberata. Viene provocata una separazione delle apofisi che, coll'entrare di un vacuolo d'aria, produce il ben noto "click". L'aggiustamento è una procedura veloce, indolore e liberatrice. I1 paziente sente sollievo in tanti casi immediatemente. Gli spasmi muscolari e le tensioni legàmentose, le microinfiammazioni capsulari ed i riflessi nervosi disturbati guariscono secondo il decorso della natura in pochi giorni.

Le terapie ausiliari che sostengono il successo della cura manipolativa sono:

  • I'applicazione del freddo come cura antiinfiammatoria, cioè l'impacco di ghiaccio per 10 minuti o l'argilla, terra curativa, che viene applicata a freddo sulla parte dolente e lasciata seccare per circa 1 ora.
  • la crioterapia (kryo=freddo) con aria surgelata a 25°C sotto lo zero, per trattare infiammazioni reumatiche o posttraumatiche, contusioni, strappi o spasmi muscolari, stiramenti legamentosi, tendiniti, epicondiliti, periartriti etc.
  • Ie elettroterapie con correnti muscolostimolanti, muscolorilassanti e analgesiche, Laser, Magnetoterapia etc.
  • le trazioni vertebrali intermittenti
  • Ia trazione- dembulazione per la riabilitazione della postura
  • Ia correzione dei piedi con plantari correttivi.
  • la correzione della lunghezza degli arti con uno spessore nella scarpa.
  • la ginnastica e riabilitazione muscolare

Terapie ausiliarie

PREVENZIONE

La migliore prevenzione del mal di schiena comincia nell'infanzia. È necessario controllare fin dalla prima infanzia che non si formino squilibri nello sviluppo neuromotorio, muscolare e scheletrico. Nell'età scolastica ci vuole il controllo della postura per riconoscere in tempo eventuali deviazioni della colonna vertebrale. L'equilibrio tra sedentarietà e movimento sportivo dev'essere ben monitorato per permettere lo sviluppo armonioso dell'organismo. Per la prevenzione della postura sul posto di lavoro ci vuole l'ergometria adatta di tutti gli oggetti. La sedia dev'essere confortevole sia nella forma sia in altezza in relazione al tavolo di lavoro o alla tastiera del computer. La tecnica come sollevare pesi o come usare l'aspirapolvere o il ferro da stiro senza affaticare troppo la schiena, sono aiuti per la salvaguardia della schiena. Nello sport è essenziale rispettare le regole del riscaldamento muscolare prima di fare sforzi e di conoscere i limiti personali delle prestazioni agonistiche. Lo sport deve rimanere un piacere, uno svago e una fonte di salute e benessere per tutti. I1 rilassamento mentale, la serenità del paziente e la fiducia nel terapeuta contribuiscono molto nella guarigione di qualsiasi malattia. L'abuso di medicamenti, del fumo e dell'alcool sono i nemici della salute e vengono combattute.

LA CHIROPRATICA

La chiropratica si occupa della prevenzione, dell'esame e della diagnosi delle malattie, specialmente dei disturbi funzionali neuro-muscolo-scheletrici del corpo umano, in particolare della colonna vertebrale e del bacino. La chiropratica cura le condizioni di sua competenza, principalmente con l'aggiustamento manipolativo chiropratico, con fisioterapie e con tante altre misure incruenti naturali.


Stiramento della zona lombare

Rotazione del busto

Seduti, divaricate le gambe mantenendo la schiena diritta, piegatevi lentamente in avanti, curvando prima la testa, poi le spalle e quindi le vertebre del dorso. Le braccia devono essere completamente rilassate. Respirate 5 volte profondamente con il diaframma e alzatevi, appoggiandovi alle gambe.

Stando in posizione seduta, incrociate le mani dietro la nuca, tenete ben retto il busto. Flettete i gomiti all'indietro il più possibile. Respirate profondamente e ruotate il busto verso la sinistra. Trattenete poi il respiro per 34 secondi, ed espirate completamente ritornando in posizione diritta. Eseguite per 5 volte l'esercizio da entrambi i lati.



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