Chiropratica
 
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IL RACHIDE

da Dr. Giorgio Betge, chiropratico © 1986

Il rachide, chiamato anche «colonna vertebrale» o semplicemente «spina dorsale» è 1' organo centrale di sostegno e di protezione del corpo umano. Ideato per portare il corpo del «vertebrato» sostenuto da quattro zampe, con 1' evoluzione da quadrupede a bipede non ha cambiato sostanzialmente la sua struttura o funzione. Funge da sostegno del tronco e protegge il midollo spinale nervoso, prolungamento del cervello. La posizione verticale eretta della colonna vertebrale sollecita il massimo della sua capacità: permette il bilanciamento dei movimenti nello spazio, grazie alla sua struttura multisegmentale governata solo dal corsetto dei muscoli e dei ligamenti, come 1' albero di una barca a vela viene trattenuto dagli stagli.

Anche se sotto «colonna vertebrale» si intendono esclusivamente le strutture ossee proprie, il termine «rachide» include, oltre alle vertebre, i ligamenti, (compresi i dischi intervertebrali), i muscoli, i nervi (col midollo spinale) ed i vasi sanguigni che sono in intimo contatto e funzione con essi. Mentre i ligamenti fungono da sostegno e da limitatori di movimenti, i muscoli agiscono secondo la loro forza tra processi vertebrali ed articolari, tra pelvi, gambe, braccia, coste e cranio. I1 sistema nervoso governa l'azione della muscolatura così meravigliosamente, che la contrazione sinergistica di migliaia di fibre muscolari o il loro rilassamento antagonistico si concerta in un movimento armonioso della spina dorsale.

La colonna vertebrale vista di fronte (o di schiena) è rettilinea. Vista da lato, forma diverse curve che corrispondono al raggruppamento anatomico e funzionale delle vertebre. Ci sono due curve elastiche anteriori, la lordosi cervicale e lombare e due curve stabili di convessità posteriore, la cifosi dorsale e sacrale.

Sono in tutto da 33 a 34 metameri o segmenti vertebrali: 7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali e 4-5 coccigeali. Ogni sezione ha le sue particolarità strutturali e con queste i suoi compiti precisi. L'insieme della colonna vertebrale, grazie alle curve, fa da molla per assorbire i colpi verticali che si verificano ad ogni passo. I1 molleggiamento estremo viene richiesto da salti su superfici dure. Particolarmente ingegnosi sono fatti i dischi intervertebrali, che fungono da ammortizzatore tra le vertebre e che le collegano elasticamente.

LE VERTEBRE

Anche se le vertebre nelle diverse regioni sono variate, le parti essenziali e tipiche sono le stesse:

  • Le Vertebreun corpo vertebrale
  • due lamine vertebrali
  • due apofisi articolari superiori
  • due apofisi articolari inferiori
  • due processi trasversi
  • un processo spinoso

Le vertebre particolari della regione cervicale sono la prima vertebra cervicale o l'atlante, la seconda vertebra o l'epistrofeo e la settima, la prominente. L'atlante si distingue dagli altri segmenti cervicali per 1' assenza del corpo vertebrale - in compenso possiede due masse laterali collegate tramite un arco anteriore ed uno posteriore. L'anello così formato protegge il midollo spinale che passa dal cervello sin giù all' interno della colonna vertebrale. L' epistrofeo invece ha incorporato sul suo corpo vertebrale il processo odontoideo. Questo «dente» geneticamente rappresenta il corpo vertebrale rudimentale «rubato» dall' atlante sovrastante. Le due prime vertebre cervicali con le loro particolarità anatomiche permettono 1' enorme mobilità della testa. Questa zona di tessuti vertebro-ligamento-muscolari con possibilità di escursioni così estese costituiscono il complesso articolare più delicato e vulnerabile del corpo umano. Non è per caso che la Chiropratica si è occupata intensamente della funzione di queste giunture; infatti i suoi primi successi storici sono avvenuti aggiustando disfunzioni o le cosiddette sublussazioni dell' atlante.

Le vertebre dorsali formano assieme con le costole e lo sterno la gabbia toracica; esse costituiscono la parte più stabile della colonna vertebrale.

Le vertebre lombari, paragonate con quelle cervicali, sono sottoposte a pressioni del peso corporeo più importanti. Per resistere a queste forze maggiori, i corpi vertebrali lombari s ono co struiti in modo più voluminos o. In comples so la colonna vertebrale si presenta come un tronco d' un albero, più forte alla base e più sottile in cima. I singoli corpi vertebrali, oltre al loro compito di sostegno, hanno la funzione emopoietica, cioè la produzione dei globuli rossi e bianchi del sangue. I fattori essenziali per la formazione ossea sono:

  • i minerali calcio e fosforo, che troviamo nei prodotti lattici, nei legumi verdi, nei cereali
  • le proteine contenute nei prodotti di soia e nelle carni
  • la vitamina D, contenuta particolarmente nei pesci, nel1' olio di fegato di merluzzo e quello vegetale; per attivare la vitamina D, ci vuole la luce ultravioletta o il sole
  • gli ormom

Deficienze dell' alimentazione nei bambini hanno come conseguenza deformazioni conosciute sotto forma di rachitismo. Le scoliosi e le deformazioni della base cranica sono le più importanti per la chiropratica. In età avanzata, le deficienze ormonali post-menopausali portano di conseguenza la demineralizzazione osteoporotica con fratture dei corpi vertebrali, coste ecc. La prevenzione che la chiropratica consiglia è un'alimentazione sana ed equilibrata. Sappiamo però, che anche la pigrizia fisica può provocare 1' osteoporosi. Perciò l'esercizio, il camminare e tutte le attività sportive sono essenziali per un buon sviluppo osseo ed un sano equilibrio metabolico per la prevenzione della demineralizzazione.

Le vertebre sono connesse tra di loro con un sistema di tripedismo. Dalla parte dei corpi vertebrali le vertebre sono connesse tramite dischi intervertebrali cartilaginosi che funzionano da ammortizzatore. Posteriormente le due faccette articolari apofisarie sopportano e fanno da guida ai movimenti della colonna. La struttura di questi tre supporti con 1' aiuto della muscolatura permettono gli armoniosi movimenti del tronco dell'uomo, come l'inclinazione in ogni direzione e le rotazioni.

I DISCHI INTERVERTEBRALI

Ogni disco intervertebrale è composto da due parti strutturalmente e funzionalmente diverse: il nucleo polposo centrale e 1' anello fibroso periferico. Mentre il nucleo è composto da una massa gelatinosa incomprimibile, 1' anello è costruito da fibre elastiche incrociate che contengono e restringono la massa del nucleo nella gabbia formata con i piatti vertebrali sovra- e sottostanti. I dischi intervertebrali idro-elastici deformabili sono strutture ideali per soddisfare le funzioni loro affidate. Con la loro scarsa irrogazione nutritiva però sono predestinati a prematura degenerazione e perdita della loro elasticità. Colpi traumatici sull'asse della colonna vertebrale possono causare lesioni dei dischi soprattutto nelle zone di transizione tra le regioni rigide e mobili (cervico-dorsale e lombo-sacrale). L' anello periferico si rompe e la massa nucleare fuoriesce: abbiamo un' ernia discale. La chiropratica cura con successo 1' 80% delle ernie, là dove possono essere spostate in un posto senza irritazione radicolare (irritazione della radice di un nervo spinale) o midollare. La vita sedentaria, il sovrappeso del corpo, sovracaricare la schiena e lo stress della vita d' oggigiorno aumentano i rischi di disidratazione ed involuzione dei dischi intervertebrali. L' igiene della postura e della ginnastica preventiva sportiva e la cura incruenta manipolativa dei difetti discali che la Chiropratica ha consigliato già sin dall' inizio, dimostrano quanto è attuale e necessaria.

L' osso sacro ed il coccige rappresentano strutture atipiche della colonna vertebrale. L' osso sacro è composto da 5 metameri (vertebrali) fusi assieme e perciò senza mobilità tra di loro. Nell' insieme è inserito nel bacino dove ha una limitata mobilità in relazione ai due ilei, le ossa che formano il bacino. Il coccige o codino è composto da 3 a 4 segmenti che sono singoli o parzialmente fusi. La loro mobilità li rende vulnerabili a sublussazioni in caso di cadute sul sedere; tuttavia con aggiustamenti chiropratici rettali si ottengono risultati sorprendenti.

LA CINETICA VERTEBRALE

Abbiamo visto che i movimenti della schiena dipendono da fattori anatomici, dalla struttura delle vertebre, dalla goniometria delle articolazioni apofisarie e dall' elasticità dei dischi intervertebrali. Per poter eseguire un movimento ci vuole però anche la forza motrice, la muscolatura, e come frenij i ligamenti. Muscoli e ligamenti circondano la colonna vertebrale in modo compatto: collegano vertebra con vertebra, un tratto vertebrale con un altro, segmenti vertebrali con il bacino, con la gabbia toracica, col cranio e con le estremità. Solo la meravigliosa interazione dei muscoli, che funzionano con precisione tra agonisti che si contraggono ed antagonisti che si rilassano, permette un movimento del corpo umano. Il movimento potrebbe però oltrepassare i suoi limiti e qui entrano in funzione i ligamenti, che contengono e frenano, sempre con dovuta dolcezza d' elasticità, gli estremi fisiologici. I muscoli vengono rinforzati con ginnastica o terapicamente con esercizi isochinetici. Quelli troppo tesi vengono rilassati con esercizi, massaggi, riflessoterapie ed aggiustamenti chiropratici. I ligamenti che hanno tendenza a restringersi, vengono allungati con lo stretching, lo Yoga o con le manipolazioni chiropratiche. Il trattamento chiropratico classico agisce sulle articolazioni vertebrali rendendole di nuovo funzionali e per riflesso nervoso equilibra lo stato di contrazione o debolezza flaccida dei muscoli e ligamenti.

IL MIDOLLO SPINALE

Il controllo di tutte le funzioni del corpo dipende dal cervello, che trasmette con l' aiuto del sistema nervoso i suoi ordini dalla testa al tronco ed alle estremità. All' inverso riceve le informazioni dalla periferia tramite la rete nervosa distribuita in tutto il corpo. I nervi motorici che indirizzano ed i nervi sensori che accolgono gli impulsi nervosi si radunano nell' asse del corpo in una corda unica, nel midollo spinale. Esso, come prolunga del cervello, occupa lo spazio del canale vertebrale, che viene formato dalle vertebre e dai dischi intervertebrali posati uno sopra l' altro. Il midollo si dirama ad ogni segmento metamerico in un paio di nervi periferici, che fuoriescono simmetricamente attraverso i fori di congiunzione. La sezione del midollo ci dimostra che migliaia di «cavi» nervosi ben ordinati trasmettono gli impulsi nervosi da un lato del corpo all'altro, da un livello orizzontale all' altro per giungere da ultimo ai centri di correlazione del cervello. Ci sono compiti come i riflessi, che vengono collegati automaticamente al livello spinale e reagiscono quindi senza l' intervento del cervello; altri stimoli hanno bisogno della valutazione ed istruzione del cervello: in questi casi gli impulsi devono salire lungo tutto il midollo spinale fino al cervello, per poi discendere di nuovo con le dovute istruzioni per terminare all'organo (per esempio un muscolo) che ha fatto richiesta d' istruzione. Lungo la linea di trasmissione esistono punti critici e vulnerabili. Uno è la regione cervicooccipitale, dove il midollo spinale entra nella calotta cranica e dove la mobilità delle prime vertebre presenta un latente pericolo d' irritazione e strangolamento nei confronti dei nervi. Gli altri punti sono i fori di congiunzione che avvolgono le radici nervose dei nervi spinali e che sono sovente fonte e origine dei sintomi dolorosi radicolari, come la sciatica o cervicobrachialgia.

I FORI INTERVERTEBRALI

Un foro intervertebrale o foro di congiunzione viene formato con la sovrapposizione di due vertebre. Il suo diametro dipende maggiormente dal volume e dall' integrità del disco intervertebrale. Il foro di congiunzione, canale di fuoriuscita del nervo spinale e dei vasi sanguigni, rappresenta il luogo di maggior interesse della Chiropratica. Pressioni causate da forze esterne, come malposizioni, blocchi vertebrali, discopatie o da patologie interne come infiammazioni, causano irritazioni ai nervi spinali con effetti che variano da stati dolorosi a disfimzioni come parestesie e paresi. All'inizio della chiropratica il foro intervertebrale fu dichiarato il luogo patologico primario per quasi tutti i malanni. Più tardi, la teoria della compressione patologica della radice nervosa spinale fu abbandonata, perché sembrava troppo semplicistica. Nuovi studi sulla conduttività axoplasmatica e sull' effetto della pressione sui nervi hanno dato un rilancio a questa teoria, ma come compressione fisiologica. I milioni di interventi chiropratici che con tanto

successo riattivano l'integrità funzionale dei fori intervertebrali confermano la validità della tesi: interferenze nervose causano stati dolorosi e patologici e possono essere curate col metodo naturale ed incruento delle manipolazioni chiropratiche.

L' INTERVENTO CHIROPRATICO

Ogni disturbo che potrebbe interessare la colonna vertebrale o dolori da essa provocata, vengono opportunamente sottoposti ad un esame diagnostico clinico, radiologico ed analitico del chiropratico - perché solo lui ha la formazione e 1' esperienza per eseguire le cure manipolative in modo sicuro, preciso ed efficace. Le cure tradizionali come medicamenti, fanghi, massaggi e ginnastica sono in tanti casi inefficaci. Una guarigione diventa possibile solo con la correzione funzionale della colonna vertebrale. Un aggiustamento chiropratico viene effettuato con le mani, in una precisa direzione e profondità, con la forza e velocità adeguata per separare per un attimo la giuntura apofisaria vertebrale. La vertebra in quest' attimo potrà riassestare in una posizione migliore, il ciclo vizioso nervoso viene interrotto immediatamente e la situazione segmentale si normalizza. L' intervento manipolativo chiropratico non è doloroso nella più parte dei casi ed i risultati rimangono di solito duraturi.

LA CHIROPRATICA

La chiropratica si occupa della prevenzione, dell'esame e della diagnosi delle malattie, specialmente dei disturbi funzionali e di portamento della colonna vertebrale, del bacino e di tutte le articolazioni del corpo umano.

La chiropratica cura le condizioni della sua competenza principalmente col trattamento manipolativo chiropratico, con fisioterapie e con tante altre misure incruenti naturali.



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